Una bella storia di alcuni ragazzi del Sud

In settimana su il “Roma” storico quotidiano di Napoli nato nel 1862, nell’edizione per la Basilicata e il Parco Nazionale del Cilento e Vallo Di Diano, è uscito un articolo che parlava di noi a cura di Sebastiano Zirpoli che ringraziamo.

Roma

Ve lo riproponiamo sul nostro sito ufficiale:

TEGGIANO. Nel 1989 un signore di Tieggiano, di nome Gaetano Tropiano, amante della natura e dei prodotti che dalla natura provengono, assembla particolari erbe trovate nei campi e nei boschi del territorio di Teggiano, un bel paese della provincia di Salerno posto su un promontorio che domina tutto il Vallo Di Diano, con un fantastico borgo medievale, e da vita così ad un ottimo amaro chiamato con il nome della sua terra natia: l’Amaro Teggiano. Ma per una sola persona, già impegnata dal lavoro e dalla famiglia, voler portare avanti quell’ambizioso ma faticoso progetto, si rivela cosa improba. Specialmente l’amaro verso la sua famiglia che lui metteva al primo posto della sua vita gli suggerisce di rinunciare a quel sogno e l’Amaro Teggiano finisce relegato nel cassetto dei sogni irrealizzati. Dopo alcuni anni, esattamente ventiquattro, i figli ormai grandi e maturi, decidono di spolverare quel progetto così caro al loro padre e iniziano a rivederlo ed a farlo diventare una bella realtà. Nel corso di un anno la ricetta originale viene rinnovata, si aggiungono erbe officinali del territorio a quelle già scelte in origine, e ritrova così nuova vita l’Amaro Teggiano con la sua rinnovata veste. Infatti l’etichetta sul retro porta doverosamente l’immagine dell’ideatore, il loro padre. Il suo gusto si rileva subito armonioso e accattivante grazie al mix perfetto di erbe messe in infusione in alcool di frutta e cereali. A dare una decisa mano all’idea concorre anche il fidanzato della figlia Vincenza, Enzo Sorbo, e così quel sogno, tanto dolcemente accarezzato da papà Gaetano, diviene una splendida realtà.

La prima bottiglia, regalatagli con un sotterfugio, fece letteralmente piangere dall’emozione Gaetano che, schivo per natura, si eclissò per alcune ore per smaltire da solo quella gioia incredibile che i figli ed il futuro genero gli avevano dato. Il cammino verso la completa affermazione del prodotto non è stato facile. L’inesperienza in questi campi miete vittime ma se ogni scelta sbagliata serve a correggersi e migliorare allora ben vengano anche questi insuccessi.

Oggi l’Amaro Teggiano è apprezzato innanzitutto nel Vallo Di Diano ma trova estimatori in ogni regione d’Italia, anche in quelle che potrebbero sembrare più lontane dalla nostra realtà come il Piemonte, La Toscana, il Veneto.

Molte pizzerie, specie le gourmet, apprezzano l’Amaro Teggiano che, hanno accertato, si accompagna bene a dessert, gelati, e a conclusione di pasto. Per rimanere nel territorio c’è da dire che nel Cilento si preparano ottimi cantuccini aromatizzati con l’Amaro Teggiano che sono davvero ottimi. Anche all’estero questo prodotto va bene, specie in Germania, dove una colonia di teggianesi l’ha provato e lo sta diffondendo attraverso il mezzo pubblicitario più potente che esita: il passaparola. E’ bello registrare le piccole eccellenze che brulicano qui da noi al sud, è doveroso portarle alla conoscenza di tutti perchè rappresentano quella qualità e quella alacrità che spesso gli stereotipi campanilistici negano alla nostra gente. A questi ragazzi teggianesi va il nostro plauso e ci auguriamo che il loro esempio serva da stimolo a tanti giovani che stentano a trovare una occupazione. Il sociologo Prof. De Masi, durante una lezione già a metà degli anni ’90 mi disse: oggi sono le idee quelle che inventano il lavoro. E’ proprio così e noi, ciascuno per il proprio ruolo, abbiamo il dovere di aiutare i giovani delle nostre terre ad essere coraggiosi, a dare sfogo alla loro indubbia capacità per creare realtà che diano a loro lavoro ed a tutti noi la soddisfazione per i loro meriti.

Sebastiano Zirpoli

Sebastiano Zirpoli

Redazione Amaro Teggiano

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